Parlaci di te. Cosa fai nella vita e quale è stato il tuo percorso formativo?
Salve mi chiamo Marta Porzi, in arte Marta Inkedsoul. Nella mia vita ho cambiato tanti lavori e molto poco attinenti con la mia formazione (Ateneo di Lettere e Filosofia, indirizzo cinema e teatro).Attualmente curo le pubbliche relazioni di uno studio di tatuaggi, il Black Storm Tattoo di Tivoli (Rm) e, chiaramente, scrivo i miei libri.

Sogno nel cassetto?
Il mio sogno è vivere di sola scrittura, per quanto io ami l’universo tatuaggio, viaggiare per il mondo e raccontarlo attraverso le mie pagine.

Ci puoi parlare del tuo libro “Manuale di abilitazione per tatuatori e piercer”?
Per un periodo, avendo io ottenuto anni fa l’abilitazione come tatuatrice, ho insegnato nelle accademie regionali di Roma per la formazione di giovani tatuatori. Mi sono resa subito conto che non esisteva nessun libro di testo per quei corsi a livello nazionale e così ho deciso di scriverne uno.
Ad oggi resta il primo ed unico manuale propedeutico al superamento dell’esame di abilitazione.
Pubblicato dalla Hoepli nel 2017, è completo di tutto, diritto, biologia, esercizi, tutto ciò che viene affrontato in classe ed anche di più.

Ci puoi parlare parlare del tuo libro “ILLUSTRAMI L’ANIMA”?
Non ho mai pensato a me come una poetessa, ma piuttosto come una romanziera. Fin da piccola,nonostante questo, mi sono ritrovata a scrivere brevi componimenti. Non in rima, non cadenzati, semplicemente poesia contemporanea libera. Sentivo però la necessità di accostare queste mie esternazioni a delle immagini potenti e così ho chiesto a due bravissime illustratrici, Maria Chiara Errico ed Arianna Peres di unirsi a me nel progetto. Il risultato è questo piccolo gioiello di parole pubblicato da Eretica Edizioni nel 2019. Abbiamo avuto delle bellissime recensioni, soprattutto da persone non amanti della poesia e di questo sono molto soddisfatta.

Hai qualche rituale o abitudine quando scrivi?
Rituali veri e propri non ne ho, ma sono capace di scrivere ovunque, quando l’ispirazione mi cattura posso ritrovarmi ad appuntare i miei pensieri su ogni tipo di supporto, carta igienica e palmi delle mani compresi.

3 libri che consiglieresti?
Consigliare libri è complesso e delicato poiché sono convinta che il giusto libro, nel momento adeguato, possa addirittura cambiarti l’esistenza. Posso dire comunque che ognuno dovrebbe leggere, almeno una volta nella vita, il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, Oceano Mare di Alessandro Baricco e Cime Tempestose di Emily Bronte. Il primo insegna a crescere mantenendo viva e vivida l’innocenza tipica dei bambini. Il secondo ci insegna a perderci dentro noi stessi per poi ritrovarci e l’ultimo, ma non ultimo, ci insegna a lottare per l’amore che si prova, facendo l’opposto dei protagonisti che appunto vengono condotti alla rovina da orgoglio, paura e risentimento.

Ultimo tatuaggio fatto e prossimo che ti vorresti fare?
L’ultimo tatuaggio che ho fatto è stata la scritta Mudblood, per chi non conosce la saga di Harry Potter è il termine per Mezzosangue, sangue sporco, utilizzato dai maghi di sangue puro, quelli che nel nostro orrendo mondo chiameremmo Ariani, per definire tutti gli altri. E’ un tatuaggio di protesta e a supporto di tutti i mezzosangue del mondo, di tutti i “diversi”, di quelli che vengono chiamati “ultimi” ma sono senza dubbio i primi. Il prossimo tatuaggio probabilmente la scritta Black Lives Matter.

Se potessi entrare in un dipinto quale sceglieresti?
Posso dire che la mia vita somiglia molto ad un quadro di Escher, complessa e piena di scale che non si sa dove portino, ma se potessi scegliere vorrei vivere in un quadro di Monet, soprattutto da quando, due anni fa, ho visitato la sua casa museo e toccato con mano la grazia e la pace del suo giardino di ninfee

L’ultima volta in cui ti sei sentita bellissima?
Ieri, ho fatto una foto del mio corpo nudo di schiena e mi sono piaciuta incredibilmente

E se….. Fossi davvero diventata circense, in che modo pensi che la tua vita potrebbe essere diversa oggi?
Senza dubbio la mia vita nel circo non avrebbe nulla a che fare con quella che ho oggi, probabilmente non avrei legami, non avrei qualcuno di cui occuparmi, se non gli animali dello spettacolo, per i quali lotterei strenuamente al fine di estrometterli dal circo, regalandogli la libertà.
Immagino che l’unica costante sarebbe la scrittura e l’amore per i tatuaggi.

Cosa ti fa maggiormente arrabbiare nella vita?
Ho sempre creduto che la rabbia fosse come un boomerang e tornasse indietro per colpire chi l’avesse lanciato, ho cercato di tenermene dunque a lungo lontana. Devo dire inutilmente, soprattutto a causa della scena politica odierna. L’attuale destra Italiana sta creando un clima di odio, emarginazione e rifiuto che può essere solo china pericolosa verso strapiombi che abbiamo già visto. Quindi alla risposta cosa mi fa maggiormente arrabbiare nella vita rispondo l’ignoranza, la stupidità, la paura con conseguente attacco al diverso.

Se chiudi gli occhi e ripensi alla tua adolescenza, quali sensazioni riaffiorano? Quali odori, quali sapori, quali emozioni ti tornano alla mente?
La mia adolescenza è stata devo dire molto breve, avevo una gran fretta di crescere quindi credo di averla vissuta poco e male. Ma se dovessi scegliere con i sensi annuserei paprika, cumino, curry poiché è stato in quella fascia di età che ho scoperto le gioie del cibo etnico, soprattutto quello indiano di cui ancora sono ghiotta.

Se potessi realizzare un film, come sarebbe?
Questa domanda mi fa sorridere poiché durante il mio periodo universitario, studiando appunto cinema, sognavo di realizzare proprio un film. Sarebbe stata la trasposizione cinematografica di un libro che amo molto chiamato Le note Blu, di Brunella Gasperini. Parla di una storia d’amore tormentata e dal tragico finale, ho sempre pensato che avrebbe avuto un impatto visivo incredibile.

Tempo fa ho letto questa frase: “Le cicatrici hanno lo strano potere di ricordarci che il passato è reale”. Che rapporto hai con il passato e, se ne vuoi parlare, quali sono le cicatrici che ti hanno insegnato di più?
Diciamo che ho avuto una vita complessa e dunque di cicatrici ne ho tante, più o meno visibili.
Quella che mi sento di condividere, e lo faccio ogni volta che mi trovo di fronte a qualcuno che sento vicino allo stesso problema, è la mia lotta con l’anoressia. Arrivai a pesare 36 kg senza neanche rendermene conto, a testimonianza del fatto che la testa quando vuole ci rende convinti di cose irreali, continuavo a vedermi cicciottella. Grazie alle mie amiche ne sono uscita e da allora testimonio la mia esperienza a chiunque ne abbia necessità.

Quando, come e perché lo yoga è entrato nella tua vita?
Lo yoga è entrato nella mia vita da un annetto, avevo dei grossi problemi di schiena ed ho pensato di fare qualche esercizio. Non ho più smesso. Ho trovato in questa pratica non solo dei grandi benefici a livello fisico, ma una grande forza e non perdo occasione per consigliarlo a tutti. Ci insegna a superare i limiti, a non porsene, a non dire mai “non ce la farò”.

Le 3 canzoni preferite?
Chiedere di scegliere solo tre canzoni ad una persona amante della musica è cattiveria, ma vedrò di accontentarti. Da Sorcina quale sono non potrei non citare una canzone del grande Renato, sono tutte bellissime ma direi che quella che mi rappresenta di più è “Morire qui”, grande inno alla resilienza.

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“A case of you” di Joni Mitchell perché mi ci riconosco molto e mi ricorda alcune conversazioni con la mia amica del cuore

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ed infine “Take me home, country roads” la quale rammenta che ovunque siamo possiamo sempre ritrovare la strada di casa, qualunque sia l’idea che abbiamo di casa ed appartenenza.

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Un film che ami e perché?
Anche qui la scelta è davvero ostica e devo chiedere una piccola deroga e sceglierne due, invece di uno. I miei film del cuore sono “Brokeback Mountain” ed “Eternal Sunshine of the spotless mind”, cito i titoli originali perché detesto le pessime traduzioni che ne hanno fatto. Il primo mi spezza il cuore e mi emoziona al tempo stesso, questo amore tormentato e di immortale che non ha il coraggio di essere vissuto fino in fondo. Il secondo distopico ed assurdo ci fa interrogare sulle scelte di vita, su cosa vorremmo, se potessimo, cancellare dal nostro passato.

Un rimpianto?
Cerco di vivere senza avere rimpianti, dico sempre di preferire i rimorsi piuttosto, ma volte capitano, nonostante tutto. Dieci anni fa ho perso un amico per un cancro che lo ha portato via troppo giovane, quando si è aggravato non ho fatto in tempo a raggiungerlo per dargli l’ultimo saluto e sono arrivata che avevano appena chiuso la bara. Rimpiango infinitamente di non avergli potuto dire addio e di non aver visto un ultima volta il suo viso.

In cosa pensi di essere brava?
Io ho fatto milioni di cose nella mia vita, ne consegue che non mi sono mai specializzata in nessuna di queste. Ma da quanto mi è stato detto sono brava a dipingere immagini con le parole.

Se alzi lo sguardo e osservi ciò che ti circonda, quale oggetto cattura per primo la tua attenzione?
Il mio cane Zero, ad oggi è il centro del mio mondo. E’ molto anziano e malato, non può essere lasciato solo e stiamo vivendo in simbiosi da mesi. E’ sempre il punto focale del mio sguardo, la prima cosa che cerco è la sua coda pelosa e i suoi occhi che mi guardano innamorati.

Cos’è che ti fa ridere in maniera sguaiata?
Le risate più sincere me le faccio quando trovo qualcuno più disinibito di me, io sono una gran “sboccacciata” non concludo mai una concetto senza una parolaccia, spesso a rimando sessuale.
Trovare chi mi batte è sempre molto divertente per me.

Ci vuole coraggio per….
Il coraggio più grande a mio avviso serve per combattere per ciò in cui si crede e per chi si ama senza preoccuparsi delle conseguenze.

Da dove prendi l’ispirazione per scrivere?
Non so da dove arrivi di preciso la mia ispirazione, senza dubbio da ciò che ho intorno, da ciò che ho vissuto, o visto, da ciò che scopro, da ciò che temo. In generale amo scrivere di ciò che so.

Un luogo nel tuo cuore?
Il mio luogo del cuore è sicuramente Bologna, quella che ancora considero la mia città, anche se non ci sono nata e ci ho vissuto solo quattro anni durante l’università. E’ il punto fermo nel viaggio della mia vita, la città dove sogno di tornare a vivere, un giorno.

Com’è stata la tua quarantena?
Ho trascorso la quarantena lavorando, scrivendo, facendo quello che faccio ogni giorno semplicemente stando in casa. Devo dire che, al netto dell’assurdità della situazione, è andata bene.

Una frase o citazione che ti rappresenta?
Ho sempre pensato che una frase di Nietzsche mi rappresentasse molto “Io sono una selva ed una notte di alberi oscuri, ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi”

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