Aurora Lo Vetere

Parlaci di te. Cosa fai per vivere, come ci sei arrivata e cosa ti piacerebbe fare in futuro?

Ho 26 anni e come persona mi definisco… ambivalente: perché sono introversa ma diretta e schietta, perché sono tanto calma e tranquilla quanto esplosiva, o ancora perché adoro stare in compagnia, ma non toglietemi quell’oretta al giorno di solitudine e silenzio perché potrei impazzire e diventare scontrosa; oscillo tra il “voglio aiutare gli altri e salvare il mondo” e “questo mondo fa schifo, per il bene dell’umanità sarebbe meglio che l’umanità stessa si estinguesse”.
Altruista e pure misantropa, com’è possibile? Che ne so, sono un vero casino.
Da pochi mesi sono la segretaria di uno studio medico, o forse sarebbe meglio dire di una Clinica Olistica, visto che collaboro con medici ma anche con insegnanti di yoga e meditazione, suonoterapia, shiatsu e tanto altro ancora. Attraverso tanti esami di coscienza ho capito che avrei trovato il mio posto nel mondo se mi fossi resa utile in qualche modo. Ho sempre visto la figura del medico (di qualunque tipo) come il mestiere più importante e tra i più difficili in assoluto, ma consapevole di non avere la stoffa per esserlo, già solo il fatto di poter collaborare con loro mi rende appagata al momento.

Hai studiato Naturopatia. Ci puoi parlare di questa materia, che non tutti conoscono approfonditamente? Come si inserisce la Naturopatia in ambito medico?
Il Naturopata si occupa del raggiungimento del benessere psico-fisico della persona, sfruttando le discipline bio-naturali, la cura con le piante (fitoterapia), correggendo l’alimentazione quotidiana, eccetera..
Seppur in tantissimi altri Paesi il naturopata venga considerato un terapeuta a tutti gli effetti, qui in Italia invece non è riconosciuto come dovrebbe, poiché è una branca conosciuta sì, ma circondata da pregiudizi e false conoscenze.

Purtroppo qui il naturopata è associato un po’ alla figura del hippie alienato che non prende farmaci, con i dreadlock in testa e pantaloni larghi di lino.
In realtà il naturopata PREVIENE uno stato patologico, ma non può fare diagnosi o trattare una patologia già diagnosticata, poiché quello rientra nell’ambito del medicina ufficiale.

Per fare chiarezza, io posso trattare cefalea ed emicrania in maniera che non si presentino più (perché secondo la mia ideologia l’ibuprofene non cura DAVVERO un mal di testa), ma non posso trattare un tumore al cervello. Posso correggere un iperglicemia, ma non un diabete. Una gastrite, non un’ulcera e così via. Il mio pane quotidiano sono i disturbi lievi come stitichezza, colon irritabile, disturbi digestivi, gonfiore addominale, stanchezza e astenia ecc.. Quei piccoli disturbi che se non trattati a lungo andare potrebbero sviluppare un giorno un quadro patologico.
Quello che mi appassiona della naturopatia perciò è la potenza della prevenzione, in maniera che le persone possano non essere salvate affatto. Penso che le terapie alternative e la medicina possano convivere insieme, poiché hanno un obiettivo finale comune, eppure è triste sapere che in molti nel settore invece ci snobbino.

E ora veniamo alla tua grande passione… I libri… Quanto leggi e cosa ti piace leggere?

Di solito Leggo 2-3 libri al mese, dipende dalla lunghezza, dal coinvolgimento e dal tempo a disposizione. Sono arrivata anche a 6 in rari casi!
Spazio tra tantissimi generi, ma preferisco il distopico, romanzi di formazione o psicologia e narrativa. Per il momento leggo pochissimi thriller, adoravo il fantasy ma me ne sono allontanata negli ultimi anni. Infine non mi attirano i gialli e sto alla larga dai romanzi rosa o storici.

Ultimo libro letto?

Fight Club – Chuck Palahniuk

Se potessi vivere la storia di un personaggio di un romanzo, chi vorresti essere?

Solo uno???
Nella vita reale, vorrei tirare fuori più coraggio come Sole in “Per lanciarsi dalle stelle”
Naturalmente ad Hogwarts sarei un misto tra Harry Potter e Luna Lovegood

Anche Arya Stark non scherza se fossi a Westeros <3

Le tue 3 canzoni preferite?

My immortal – Perché la voce di Amy Lee fa venire i brividi e questa canzone mi fa sempre commuovere

Alt

Don’t stop me now – Queen perchè è impossibile non ritrovare il buonumore ascoltandola

Alt

Una chiave – Caparezza perchè mi descrive appieno

Alt

Preferisci leggere su supporti digitali o ami la carta?

Cartaceo forever. Il supporto digitale è molto comodo, ma tanto se un libro mi piace va a finire che me lo compro pure cartaceo perchè DEVO AVERLO e così lo pago due volte quindi mi affido tanto alle care vecchie biblioteche

Scrittore preferito?
Non si può fare questa domanda ad un lettore! Non penso di averne uno, anche perchè molti scrittori mi hanno accompagnata per alcuni periodi della mia vita e poi li ho lasciati andare.
Ad esempio ho avuto un lungo periodo Paulo Coelho a 15 anni per poi ripudiarlo anni dopo; di J.K. Rowling leggerei pure la lista della spesa mentre quest’anno ad esempio ho scoperto Elena Ferrante e Sandro Veronesi, che sto cercando di approfondire meglio. Sicuramente non ne ho citati tantissimi altri, di cui mi pentirò tra qualche giorno.

In genere la trasposizione cinematografica di un libro risulta sempre deludente. Cosa ne pensi? Ci sono film che secondo te son stati all’altezza della loro versione cartacea?
Penso che sia quasi impossibile riprodurre fedelmente su pellicola un libro al 100% : le immagini che si creano nella mente leggendo sono più personali rispetto a quelle riprodotte in un film uguale per tutti, hanno semplicemente un impatto diverso. Inoltre alcune emozioni, sensazioni e pensieri dei protagonisti sono semplicemente più belli da leggere e riprodurli in maniera maniacale può risultare addirittura noioso da guardare a volte, me ne rendo conto.
Perciò sì, spesso la trasposizione cinematografica risulta deludente, ma per fortuna esistono anche i casi in cui vale davvero la pena vedere anche il film! Un esempio che mi viene in mente ora è Wonder o Il Miglio Verde e tantissimi altri.
Mi è addirittura successo il contrario: ad esempio ho preferito di gran lunga la prima stagione di Tredici rispetto al libro. Capita rarissimamente, ma capita.
Comunque non è un caso che i film migliori siano spesso e volentieri tratti da un libro

Se immagini di dare un sapore alle emozioni, quale sarebbero i gusti di rabbia, gioia, invidia e passione?
La rabbia è caffè amaro, la gioia sa di cioccolato fondente e lamponi, l’invidia sa di qualcosa che ha poco sapore ma che non riesci a smettere di mangiarlo quando incominci… mmm… nuvole di drago?
La passione è chiaramente vino rosso.

Parlaci del tuo profilo Instagram. Cosa ti piace pubblicare? Quale è il riscontro che ottieni dai tuoi post?

Devo confessare di avere aperto il mio profilo Instagram per noia, durante la quarantena. Ma vedi, io non mi definisco molto social, perciò il mio profilo personale sarebbe risultato pressoché scarno. Allora mi è venuta un giorno di maggio l’idea di parlare dell’hobby a cui dedico più tempo, così fotografo i libri che leggo allegandoci una recensione o semplicemente un mio pensiero libero. Non mi aspettavo affatto riscontri, è iniziato come gioco e come sfogo personale, sia perché scrivere aiuta a togliermi i pensieri dalla testa e in più perché finalmente potevo parlare di letteratura, cosa che di solito mi risulta difficile non avendo molti lettori accaniti come me tra le mie conoscenze.
Inaspettatamente, i followers stanno pian piano aumentando, sto conoscendo virtualmente tante persone che condividono la mia passione, con cui scambio opinioni e consigli di lettura e questa è la cosa più gratificante.
Comunque andranno le cose, il mio profilo rimarrà il mio spazio creativo personale finché ne avrò voglia, non mi impongo regole o rubriche prestabilite come fanno tanti altri. Chissà se è per questa spontaneità che sto ricevendo qualche apprezzamento!
Quelli più belli, che mi hanno fatta saltare dalla sedia quando ho letto la notifica, sono stati quando il profilo della casa editrice “La Nave di Teseo” ha commentato un mio post ringraziandomi per la bella recensione scritta a “Il Colibrì”
Cioè ma sul serio state ringraziando me?? Ho capito che qualcuno legge davvero quello che scrivo, senza semplicemente scorrere in alto la foto. Incredibile.
E naturalmente anche quando sono stata contattata da te per questa intervista! E quando mi ricapita!

Un personaggio storico con cui vorresti scambiare 4 chiacchiere?

So che a uno verrebbe in mente di dire Giovanna D’Arco! Napoleone! Thomas Edison! Albert Einstein! Sigmund Freud!
Io però credo che sarei potuta benissimo essere la migliore amica di Giacomo Leopardi o Pirandello.

Se un libro non ti piace lo finisci lo stesso o lo accantoni?

Accantonare, grazie! Concedo il beneficio di 100 pagine, sono più che sufficienti per capire se un libro rientra nelle proprie corde. Leggere deve essere un piacere, uno sfogo rilassante, non posso obbligarmi a fare qualcosa che non mi piace pure nel tempo che ritaglio per me, e che cavolo! Questa consapevolezza però l’ho maturata negli ultimi anni, da ragazza mi costringevo a finirli.

In media ogni anno vengono pubblicati in Italia più di 60.000 titoli. Come scegli cosa leggere?
Così tanti?? Che dura verità. Potendone leggere solo 30- 35 all’anno circa, io di solito scelgo cosa leggere sfogliando la rivista Il Libraio o i volantini mensili delle librerie locali per farmi un’idea sulle nuove uscite; altre volte mi baso sul genere e dopodiché scelgo tra i titoli proposti dal motore di ricerca. Un metodo che adoro è semplicemente andare in libreria e perderci un’oretta, osservando copertine, leggendo trame e chiedendo consigli di lettura ai commessi. Da quest’anno, ascolto anche i consigli di altri bookstagrammer che seguo (sì perchè ho scoperto che c’è pure un gergo in cui noi veniamo definiti così).

Qualche consiglio di lettura?
Un libro da leggere almeno una volta nella vita è sicuramente 1984, per me.
Per il resto, tutti i libri che compaiono sul mio profilo Instagram sono caldamente consigliatissimi!

Quale è il primo libro che ti ricordi di aver letto?
Il primo che mi ricordo di più è Harry Potter e la pietra filosofale, che ho letto dopo aver visto il film.
La stessa cosa è successa con Matilde, la storia che mi ha fatto appassionare alla lettura
Ma tra le mie prime letture infantili ho piacevoli ricordi anche di “Nina, la bambina della Sesta Luna” , Piccoli Brividi e Geronimo Stilton

Sogno nel cassetto? Intendo proprio il Sogno, quello con la S maiuscola… quello talmente grande da sembrare quasi impossibile?

Vorrei sentirmi utile nel mondo, in maniera da poter dire, nel mio piccolo, di aver contribuito a migliorarlo un pochettino. Così forse potrei abitarci più serenamente
In che modo? Ancora lo sto capendo

Quanto conta la copertina di un libro? Hai mai letto un libro solo perché te ne piaceva la copertina?

E’ brutto ammetterlo, ma la copertina conta molto soprattutto se sono in spedizione-libreria. E’ chiaramente la prima cosa che cattura l’attenzione, poi vi è il titolo e a quel punto leggo la trama. E’ sempre quest’ultima a decretare se un libro verrà letto da me oppure no, ma di certo la copertina funge da prima impressione, un po’ come quando stringi la mano ad uno sconosciuto: già in quel momento ti fai un’impressione di quella persona, che poi può variare conoscendola più a fondo. Così è con i libri!

Da bambina leggevo moltissimi titoli esclusivamente per la copertina, con piacevoli sorprese. Adesso non mi lascio più “ingannare” per il minor tempo a disposizione.

Se ti guardi allo specchio con attenzione, facendo un’attenta autoanalisi, chi vedi? Cosa ti piace di te e cosa vorresti cambiare?

Vedo occhi profondi, che hanno da dire qualcosa di importante, ma tenuto nascosto dentro. Vedo qualcuno che non sa ancora chi è e che si sta impegnando per comprenderlo ed amarsi.
Fisicamente mi piaccio così come sono nonostante le imperfezioni, forse vorrei stare più dritta con la schiena
Caratterialmente, beh… Forse dovrei concentrarmi di più sulle cose da accettare così come sono e imparare a conviverci, piuttosto che volerle a tutti i costi cambiare, continuando a snaturare me stessa e non riuscendo più a capire qual è la vera Aurora.

Kark Lagerfeld diceva: “Non mi piace la bellezza di serie – non c’è bellezza senza qualche stranezza”. Cosa ne pensi? C’è qualche particolarità che ti rende stranamente speciale? Qualche vizio/fobia/stranezza che ti contraddistingue?
La penso come Lagerfeld, io personalmente mi circondo di persone una più singolare dell’altra, quelle che quando le conosci profondamente ti viene da dire “ah, e poi sarei io la pazza”.
Penso che però convivere con la stranezza sia una sfida davvero complicata, che richiede resilienza e che può portare sofferenza.
Ho la stranezza di non riuscire a “spostarmi il naso”, deve rimanere perfettamente dritto e se per caso la punta viene urtata da un lato, io devo fare la stessa cosa dall’altro per “rimetterlo a posto”. Provo un enorme fastidio se non lo faccio, sento come se rimanesse storto per sempre.
Quando ho il raffreddore è un po’ complicato soffiarsi il naso, devo fare attenzione a non muoverlo troppo. Anni fa me lo sono anche rotto: nei giorni d’attesa per l’operazione non ho potuto guardarmi allo specchio.
Non credo affatto che mi renda speciale, ma comunque non ho mai sentito nessuno avere lo stesso problema

Una frase o citazione che ti rappresenta?

“Non bisogna mai avere paura dell’altro, perché tu rispetto all’altro sei l’altro”
Andrea Camilleri

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami